Stra Dairago la carica dei 101

Essi lo leggete bene nel titolo, centouno runners SanMarchini, 202 piedi che scalpitano per i 10 km del percorso di Dairago e tra questi due brevi resoconti di chi ha vissuto la gara da “semplice” runner e da “consigliere corridore”

la parola a Paolo (Oldani)

La carica dei 101 – proprio bello come titolo ed argomento di una domenica mattina di Primavera, dedicata alla corsa,in una gara valida per il Campionato Grand Prix San Marco; eravamo proprio tantissimi, direi almeno un quarto dei partecipanti totali.

In più di dieci anni di San Marco, non ricordo un “nostro” gruppo così numeroso.Anche se la partenza era alle 10, la sveglia ed il ritrovo con Marco Clivio è comunque di buon ora.Dobbiamo essere sul posto prima delle 9 per ritirare, insieme a Marta, i pettorali ed i pacchi gara di tutti. Oggi prima che corridori siamo consiglieri.Al nostro arrivo la piazza è quasi vuota, ma in poco tempo cominci a riempirsi di runners e soprattutto di San Marchini, tutti (o quasi) in divisa pronti a “darsi battaglia”.

Percorso più sterrato che su strada, ma comunque abbastanza corribile. E’ proprio bello correre insieme ai propri compagni di squadra.Siamo così tanti che veramente sembra un allenamento di gruppo.In ogni momento vedo davanti o dietro, canotte San Marco, facce amiche, ed un saluto o un incitamento non si nega a nessuno.Chi prima e chi dopo, ci vediamo poi tutti all’arrivo, stanchi, alcuni sofferenti ma comunque contenti per una bella mattinata di sport in compagnia.

Arrivederci alla prossima gara sociale, forse la più sociale di tutti, i 5000 in pista di Sabato 20 Maggio, certo che il consiglio sarà solo felice, di avere tutti questi partecipanti ed aggiungere ulteriori batterie.

P.S: Non sarà la coppa dalle grandi orecchie, però è veramente grande !!!

 

ed ecco cosa dice Gianni (Colombo)

Stradairago o… Strasanmarco?

Raramente mi alzo il mattino della gara quasi dimenticandomi che la devo correre, anzi praticamente mai. Ma forse, esaurita tutta l’adrenalina e la tensione della maratona di Milano, domenica mi sono alzato con la mente sgombra e il primo pensiero è stato quello di accendere il televisore per vedere la Ferrari. Poi mi sono ricordato che c’era in programma la terza gara del Gran Prix Sanmarco, in quel di Dairago, per una 10 km che già si preannunciava invasa da casacche bianco blu e rosse (un centinaio gli iscritti).

Trasferta agevolissima e anche parcheggio comodo. Incontro pure vecchi amici con cui uscivo venticinque anni fa: la corsa aiuta a non invecchiare, visto che ci si riconosce subito a vicenda. Ritiro pettorale agevole con i consiglieri Paolo, Marta e Marco presenti. C’e anche la piccola Vic, che comincia a respirare già aria di corsa e tra poco verrà in pista a Sacconago a tirarci il collo. Torno in auto a cambiarmi e al mio ritorno la marea sanmarchina cresce. C’è Laura, felicissima per il suo Miglio Ambrosiano del giorno prima, Maddy e Ago che arrivano di corsa così come Marco e Pietro, Davide – che ultimamente mi accompagna nelle sociali – che non può mancare nonostante la fascite, Serena, la solita nutrita rappresentanza della Pista Alcoolica, il Presidente e tantissimi altri amici e compagni di casacca. Foto di rito, facciamo fatica a restare dentro il grandangolo. Poi Davide ed io partiamo per un breve riscaldamento, inseguiti da Ale e da Cristina che subito ci fan vedere qualche allungo serio. Ritorno in partenza, e ormai siamo pronti. Sparo e via, si parte. Obbiettivo: provare a restare sotto i 5’/km di passo medio. Aggancio subito Davide e procediamo come nelle precedenti due gare sociali: a volte appaiati, a volte in fila indiana (con lui più spesso davanti ed io ad arrancare dietro). Primi km sotto il passo prestabilito ma con un leggero affanno. Poi inizia una lunga fase di sterrato. Si forma un terzetto con Davide, Marco Vattilli ed io e procediamo abbastanza spediti. Verso il quinto km Marco rallenta leggermente per qualche guaio fisico, mentre io sullo sterrato riesco a correre con fluidità seppur non velocissimo. Maddy e Samantha, intanto, sono poco davanti e al sesto km si ritorna sull’asfalto. Davide mi tira un settimo km a 4’52 ma io sono un po’ imballato.  Mi lascia staccato e per me gli ultimi tre km sono un po’ in sofferenza di gambe e fiato; Maddy mi raggiunge e mi risorpassa, ma poi – con un gran gesto di gentilezza e cavalleria – aspetta Samantha e me per un arrivo in parata.

Seppur di pochissimo, comunque l’obbiettivo è centrato, il cronometro segna un passo medio di 4’59/km.  Ringraziamenti d’obbligo a Davide, Maddy e Samantha in ordine cronologico. Ristoro, quattro chiacchiere finali e il ricordo di una gara – che a me è piaciuta molto –  affrontata con leggerezza, una volta tanto.

Alla prossima!

Gianni Colombo

 

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